giovedì 8 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA: Lepore, "Area C, non v'è nulla da festeggiare!"


Milano, 7 novembre 2012

La  sentenza odierna del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso avanzato da  Mediolanum  Parking  che chiedeva la sospensiva della “versione bis” di Area C deliberata dalla Giunta Comunale il 6 settembre ed entrata in vigore il 17, escludendo la sussistenza del presupposto del pericolo attuale di un pregiudizio  irreparabile in attesa dell’imminente definizione del giudizio di  merito da parte del Tar Lombardia.
Riteniamo  che  non  vi  sia  nulla  da  festeggiare o da gioire, poiché il problema  dell’inquinamento  a  Milano rimane vivo e sono pressoché nulli i risultati  ottenuti dalla politica semi-ambientalista del Sindaco di Milano Pisapia.
Da  una parte il problema della salute dei milanesi e dall’altro la volontà di fare cassa.
La realtà è che solo la seconda parte è entrata nell’agenda di Maran.
Infatti,  il provvedimento così come concepito non porta sensibili benefici per la salute dei cittadini (Arpa e Amat lo confermano) e riguarda meno del 4,5% del territorio cittadino.
A Milano muoiono ogni anno 550 persone per colpa delle polveri sottili e se consideriamo  che chi paga ha diritto comunque di inquinare appare evidente la  difficoltà  a comprendere quali benefici riceva il cittadino dall’obolo di 5 euro e le basi educative che sottendono il provvedimento Area C.
Il fatto che la tanto famigerata politica del trasporto pubblico ha portato in un solo anno all’aumento del 50% dei biglietti ATM, ad avere una MM4 che non  naviga in buone acque, la “mancata” inaugurazione della linea MM5 e la convinzione  che  i  milanesi  sanno  sfidare  la “jella” ogni qualvolta si confrontano  con  l’efficienza  della  amministrazione  pubblica,  dimostra inequivocabilmente  un  fallimento  senz’appello di questa giunta arancione nel campo dell’abbattimento dello smog a Milano.
Il  nostro consiglio di valutare meno precipitosamente e con più attenzione la  questione  inquinamento coinvolgendo, nell’adozione di eventuali futuri provvedimenti  limitativi,  tutte  le  componenti  produttive  e  non della società, è rimasto appello inascoltato.
È  quanto afferma Luca Lepore, consigliere comunale del Carroccio a Palazzo Marino.