mercoledì 26 gennaio 2011

Imprese: prima le lombarde

 La crisi si fa sentire anche in Lombardia dove le piccole e medie imprese, asse portante dell’economia regionale e nazionale, rischiano di chiudere i battenti lasciando per strada migliaia di lavoratori. La Lega Nord attraverso un emendamento al Piano Regionale di Sviluppo ha voluto inserire un principio fondamentale: le imprese che delocalizzano all’estero, che dismettono parte della produzione lombarda, non dovranno più avere finanziamenti o incentivi da Regione Lombardia. Si concretizza così una delle battaglie storiche del Carroccio.

La globalizzazione, soprattutto economica, garantisce agli imprenditori più furbi la possibilità di pagare il lavoro 1/10 rispetto a quanto i contratti in essere nel nostro Paese impongono: delocalizzare la produzione nei Paesi asiatici o est-europei garantisce sicuramente profitti maggiori per le imprese ma una ricaduta sul territorio lombardo praticamente nulla. La politica non può impedire la delocalizzazione di imprese private ma deve chiudere i rubinetti dei finanziamenti pubblici – i soldi delle nostre tasse – nei confronti di chi opta per la via più semplice e redditizia in luogo di quella più complessa ma legata al territorio.

La delocalizzazione spesso incide anche sulla scarsa qualità dei prodotti che vengono immessi sui nostri mercati, che a costi più bassi provocano concorrenza sleale e in alcuni casi anche pericoli seri per la salute; per non parlare di bambini di 10 anni costretti a lavorare per 2 euro all’ora e 12/14 ore al giorno in regime di semi schiavitù.

La Lega Nord propone da anni l’introduzione di dazi doganali, soprattutto dall’est-asiatico, per combattere questi fenomeni assolutamente deleteri per il tessuto produttivo padano ma, come spesso accade, non trova “sponda politica” negli alleati di Governo e tanto meno nell’opposizione. Soli ma fieri a tutela dell’impresa lombarda, una priorità imprescindibile che deriva dal grande sostegno e consenso alla Lega degli ultimi anni e che troverà ancor più vigore se questo supporto crescerà ulteriormente nelle future competizioni elettorali.

Massimilano Orsatti
Consigliere regionale - Commissione Attività produttive e Occupazione
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